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19/20 novembre 2019
Milano | Palazzo del Ghiaccio
Via Giovanni Battista Piranesi 14

Si sono abbassate le luci su Fidec 2019. Il successo della seconda edizione – per numero di presenze e qualità dei contenuti – ha confermato la validità del messaggio che il Forum vuole contribuire a diffondere nel mondo delle costruzioni e la sua progressiva penetrazione nei differenti segmenti della filiera.

Fidec è una impresa in tutto e per tutto. Impresa intesa come progetto e come sfida. Impresa perché è il risultato della visione imprenditoriale di più soggetti che fanno gioco di squadra.

 

A una settimana dall’evento, è interessante scoprire cosa c’è “dietro” il Forum, quale macchina organizzativa si muove tutto l’anno per rendere questo possibile? C’è Agorà, società di servizi marketing e consulenza, nata a fine anni ’90 a Roma, specializzata nell’ideazione, progettazione, organizzazione di contenuti per “Eventi-Prodotto” dove competenze e tematiche tecniche di alto livello sono il must irrinunciabile.

 

Agorà fa parte della Rete di Imprese Fidec. Dagli esordi del Forum (inizio 2018) lo organizza e lo segue in tutte le sue tappe fino all’evento clou di novembre. Abbiamo intervistato Davide Michetti, fondatore e ceo della società, per saperne di più sul “dietro le quinte” e su cosa contribuisce al successo di un evento così innovativo e inedito.

 

Che cosa significa organizzare il Forum Italiano delle Costruzioni?

Significa non distrarsi mai e insieme appassionarsi tantissimo a quello che si sta creando. Significa mantenere le antenne sempre accese e sintonizzate su tutto il settore – e non soltanto – per riuscire a portare all’attenzione degli attori della filiera contenuti nuovi, non scontati, stimolanti. Per accendere una nuova visione di mercato e di business. Significa poter contare su una struttura agile che sa muoversi su obiettivi definiti ma sa anche ridefinire il percorso in corso d’opera. Che sa gestire l’imprevisto e collabora a stretto contatto con tutti i fornitori, dal più piccolo al più grande, perché sono parte integrante della riuscita di un evento. Nulla è insignificante e nulla può essere lasciato al caso in un evento come Fidec. Dietro c’è un grande sforzo di energie, di risorse, di tempi di lavoro, di controlli e verifiche. Chi mi conosce sa che non mi accontento mai e che penso si possa fare sempre meglio. Lo penso anche per la prossima edizione del 2020. Ma dietro Fidec c’è veramente tutto questo.

 

Perché ha creduto in Fidec e ha voluto essere parte della squadra?

Perché ne condivido la filosofia. Agorà è una realtà che si confronta continuamente con il concetto di  cambiamento e di innovazione. In questi vent’anni non ci siamo mai fermati. Abbiamo continuato a rinnovare format di successo. Era rischioso, certo. Non sempre i tempi erano maturi per le nostre innovazioni ma questo non ci ha impedito di investire e lanciare nuovi progetti. Sperimentiamo i format ma diamo loro anche il tempo di crescere e di sedimentare nell’interesse dei professionisti e delle aziende. E i risultati e l’autorevolezza che nel tempo ci sono stati riconosciuti ci danno ragione. È strategica anche la dimensione ‘piccola’ del mio gruppo di lavoro che permette grande flessibilità e velocità di reazione: nel confronto con le aziende e nella realizzazione e gestione degli eventi. E un’ultima cosa: crediamo nel valore irrinunciabile delle competenze. Quelle nostre e quelle degli altri.

 

Ci vuole passione per cavalcare sempre il cambiamento e vivere dentro il suo processo. Ma è faticoso. Non è mai tentato di rallentare?

Assolutamente no. Andare incontro al cambiamento senza fare resistenza è stimolante, creativo. Soprattutto mi mette in connessione, per usare un termine caro a Fidec, con tanti soggetti che vivono il proprio lavoro con questa stessa filosofia.

 

Lei ha detto di apprezzare la determinazione di chi investe sulla propria competenza. Un bene immateriale di cui oggi si avverte un gran bisogno…

È vero. E Fidec non può prescindere dalle competenze. Deve continuare a favorire alleanze con chi è più competente a fare qualcosa. Altrimenti il rischio è credersi tuttologi e restare confinati ai margini del mercato e del futuro. La competenza invece va riconosciuta e condivisa. Come Agorà, per esempio, possiamo contare su un’ampia e selezionata rete di esperti nella progettazione, costruzione, ricerca di prodotto e processo. Sono professionisti che provengono dal mondo accademico, dagli enti locali, dalle aziende più all’avanguardia nella ricerca e nell’innovazione. Come per il Forum, il nostro obiettivo è diffondere queste conoscenze.

 

Qual è la cifra che contraddistingue il suo lavoro sui contenuti?

Sicuramente non amo muovermi dentro schemi sicuri e già conosciuti. Per questo, in un mondo tradizionale quale è la filiera delle costruzioni, vengo spesso considerato un “eretico”. Il mio obiettivo è trasmettere e coniugare contenuti in una forma che definirei “Pop”.  Riusciamo  a realizzare momenti tecnici di forte coinvolgimento e positività che aprono poi una strada.

 

La filosofia alla base di un suo “Evento Pop”?

Semplice. Penso che le persone non siano computer: la maggioranza non sono neppure ricercatori. Non le puoi convincere con dati, punti di vista di influencer, resoconti di studiosi… Le persone, al contrario, si convincono con uno show, con “qualcosa di Pop” che magari diventa moda, si fa trend. Agorà propone la formula dello show per accendere nella testa della persone concetti, suggestioni, prospettive che solitamente non hanno cittadinanza. E poi, alla fine di tutto, penso che l’evoluzione premia coloro che innovano, non i testardi. E a me piace questo concetto.

 

Oltre a Fidec, Agorà è impegnata in altri eventi in Italia?

Certamente. Ne ricordo solo alcuni. Dal 2013, all’interno di MADE Expo, curiamo le tematiche legate all’innovazione e alla sostenibilità in due aree specializzate ([B]uild Smart). Quest’anno abbiamo anche sperimentato il format di un’agorà, una “piazza aperta” dove i Bim manager si sono confrontati sul Bim tra applicazione e visione futura. Da dieci anni abbiamo una partnership con “Edilportale Tour”: 20 tappe in altrettante città italiane, da Catania a Trento, dove incontriamo ogni anno almeno 10 mila professionisti. Dal 2013 abbiamo ideato e organizzato “Sicurtech  Village”, tour dedicato ai temi della sicurezza anti incendio. Abbiamo inoltre il nuovo format “Hotel Rewind”, il Forum dedicato alla riqualificazione alberghiera, tema centrale in un Paese a forte vocazione turistica qual è il nostro. Infine, con il Gruppo Sole24Ore abbiamo ideato e organizzato “Village 24”: 500 metri quadrati interattivi dove sono stati progettati e sperimentati nuovi contenuti curati da noi.

 

E per Sicurtech Village avete ricevuto un riconoscimento dall’allora presidente della Repubblica Giorgio Napolitano…

Sì, una Medaglia quale premio di rappresentanza. È stato riconosciuto il valore dell’iniziativa nell’ambito dei rapporti con la società civile.

 

L’appuntamento con Fidec  invece è per novembre 2020….

Certo, la macchina organizzativa è già in moto…