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19/20 novembre 2019
Milano | Palazzo del Ghiaccio
Via Giovanni Battista Piranesi 14

L’ITALIA MICROPOLITANA

Corner n. 5 | Osservatorio del cambiamento

Slot 1 | orario 10:30 – 11:00

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RELATORE/I

Marco Marcatili

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Carla De Meo

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Massimiliano Colombi

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Per l’ONU nel 2050 oltre tre quarti della popolazione italiana vivrà nelle aree urbane, ma il futuro del nostro Paese non è nelle Megalopoli e le Marche – tra le poche regioni senza una città metropolitana – può diventare laboratorio di un nuovo protagonista dello sviluppo: la “città micropolitana”. Una realtà che potrebbe essere sintetizzata nella sua capacità di allargare le politiche di sviluppo a contesti, territoriali e amministrativi, a “geometrie variabili”; nella sua specificità di riconoscersi come contesti di produzione e non solo di buona qualità di vita; infine, nella sua possibilità di sperimentare in una piccola-media città i processi di infrastrutturazione innovativa a servizio della sostenibilità, dell’accessibilità e della mobilità che supera la logica delle famigerate smart cities.

Da una parte le aree interne e dall’altra le aree metropolitane erano diventate negli ultimi anni le protagoniste principali dello scenario urbano del nostro Paese. Per le aree interne, spesso coincidenti con le terre alte, occorre riconoscere al lavoro di Fabrizio Barca il merito di individuato una “miniera” a cielo aperto per pensare a politiche su misura ed evitare il circolo vizioso per cui dalle differenze si passi alle disuguaglianze. La strategia nazionale sulle aree interne si è rivelata poi molto faticosa e poco capace di innescare processi reali di innovazione sociale, mentre dal 2020 l’ambizioso Progetto Alpe del Fondo Ambiente Italiano chiamerà le nuove generazioni a ricostruire un destino di centralità anche all’Italia interna. Nello stesso tempo una particolare attenzione era stata rivolta alle aree metropolitane attraverso un percorso che, con splendido spirito italico, individua quattordici realtà urbane che a volte chiedono uno sforzo per essere definite metropolitane in senso quantomeno europeo. Anche in questo caso, non vi è traccia di autentiche esperienze di successo e le città metropolitane sono rimaste intrappolate nelle governance dei confini amministrativi dei Comuni.

Negli ultimi anni la Regione Marche ha manifestato grande attenzione e sensibilità agli investimenti in infrastrutture sociali e urbane grazie alla esperienza degli ITI urbani (Investimenti Integrati Territoriali) nelle cinque città micropolitane della nostra regione. Dopo l’entusiasmo della co-progettazione collettiva di tali progetti e la delicata fase di realizzazione nei meandri delle lungaggini burocratiche in sede di procedure ad evidenza, la prossima sfida sarà legata alla gestione innovativa delle infrastrutture e dei servizi urbani (strade, verde pubblico, mobilità, sicurezza, impianti tecnologici, edifici pubblici, etc).

Nell’ambito di un progetto di ricerca dell’Università Politecnica delle Marche e di Nomisma sullo sviluppo delle città di piccole e medie dimensioni, martedì 15 ottobre a Senigallia i Sindaci delle Città Capoluogo, il Presidente di ANCI Marche e il Presidente della Regione si confronteranno proprio sulle opportunità offerte da nuovi approcci pubblico-privati più funzionali e innovativi. I dati della ricerca testimoniano come i cittadini marchigiani apprezzino gli sforzi compiuti sui servizi sociali (assistenza intergenerazionale) e ambientali (raccolta rifiuti), ma segnalano forti gap sulle frontiere della mobilità e del digitale che spingono sempre più alcuni capitali (umano e produttivo) verso altre destinazioni. Di fronte a fabbisogni crescenti nella gestione del facility urbano e di tutte le attività di cura per una migliore qualità urbana, sarà richiesta una sfida culturale di innovazione organizzativa e tecnologica del nostro modo di amministrare i territori. Per non rimanere sempre “micro” o solo “politani”, ma diventare insieme “amministratori micropolitani”.

Chi è Marco Marcatili?

Responsabile Sviluppo Nomisma

Economista con esperienze consolidate nella costruzione di processi di sviluppo territoriale, di rigenerazione urbana e di valorizzazione ambientale. Già Responsabile dell’Unità Strategie Urbane e Sviluppo Locale, dal 2017 è Responsabile Sviluppo per la sperimentazione di servizi innovativi e la ricerca di nuovi mercati non ancora presidiati da Nomisma. Rappresenta Nomisma nell’Associazione Aree Urbane Dismesse (AUDIS) e dal 2016 è componente del Consiglio Direttivo. Dal 2017 fa parte del Comitato Scientifico della collana Expectations della casa editrice LetteraVentidue e di RigeneraCity, segmento di Remtech Expo riservato alla rigenerazione urbana e al social housing. Dal 2018 è Consigliere di Amministrazione del Fondo Ambiente Italiano.

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