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19/20 novembre 2019
Milano | Palazzo del Ghiaccio
Via Giovanni Battista Piranesi 14

«Nel mondo della progettazione e delle costruzioni, le professionalità sono sempre più settorializzate. Anche per questo è diventato molto difficile competere. Soprattutto se ci si muove da soli. Il mercato è complesso: bisogna imparare a collaborare, a fare sistema». È quanto afferma Giulio Drudi, deputy BIM manager Lombardini22, che sarà protagonista mercoledì 20 novembre a Fidec, nel Corner 5 – Osservatorio del Cambiamento – dalle 13.30 alle 14.00. 

 

Il suo intervento approfondirà proprio questo tema: «Se si vogliono approfondire certe tematiche, e a un certo livello, la strada obbligata è quella di comunicare, dialogare insieme» spiega. «Nel nostro studio, per esempio, abbiamo inserito una psicologa, un neuro scienziato, un’esperta di colore».

 

Va ricordato però che Lombardini22 è una realtà anomala in Italia: un gruppo leader nello scenario dell’architettura e dell’ingegneria.  È prima nella classifica de Il Sole24Ore delle società di architettura italiane per fatturato e accoglie oltre 280 professionisti, età media 34 anni. La realtà italiana è fatta invece di piccole strutture…

È vero ma la strada da percorrere, la visione da avere, non è diversa da quella del nostro studio. È quella di collaborare, unire forze e competenze, non temere il cambiamento. L’esperienza di ognuno è una risorsa che va messa a sistema con i nuovi strumenti, senza mai banalizzare le competenze del singolo.

 

Lei approfondirà la realtà di Lombardini22 che definisce un “luogo di collaborazione digitale”…

Sì, come diceva, è una realtà molto particolare nello scenario italiano e ha al suo interno tante differenti competenze, sempre connesse tra loro. Ora stiamo spingendo ancora di più l’acceleratore su questa tendenza attraverso i processi digitali.

 

Che cosa intende nello specifico?

Stiamo sviluppando la dimensione digitale che permette al nostro lavoro di essere più fluido e di coinvolgere il cliente nella progettazione, valutando insieme la soluzione migliore. Si tratta di pagine web dove è possibile visualizzare il modello del progetto e “navigarlo” insieme anche se non siamo fisicamente nello stesso posto. È una sperimentazione continua.

 

A proposito di competenze: università e scuola chiedono al settore di conoscere su quali figure professionali e su quali progetti di innovazione indirizzare gli sforzi per contribuire alla ripresa del settore. Il vostro studio ha un team molto giovane: trovate sempre le figure che cercate?

Assolutamente no, abbiamo grosse difficoltà su alcuni profili particolari. Per esempio, l’anno scorso abbiamo attivato una collaborazione tra scuola e società di hunter perché non riuscivamo a trovare periti o ingegneri elettrici. Ed è  assurdo se considera che la nostra società sta correndo velocemente verso la mobilità a tutti i livelli.

 

Vuoi saperne di più? Clicca qui. Ti aspettiamo mercoledì 20 a Fidec con Giulio Drudi e gli altri protagonisti di questa edizione 2019.