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19/20 novembre 2019
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Il modello BIM. Una serie di logiche appicabili a enti quali Anas. Al Fidec del 21 novembre, a Milano, si è parlato anche di questo.

È l’esperienza di Anna Osello del Politecnico di Torino su come applicare le logiche BIM a un grande referente pubblico qual è l’Anas. L’Anas sta infatti finanziando il Polito per due dottorati di ricerca sul tema dell’InfraBim che lavorano prevalentemente nella sede di Roma. I due percorsi sono stati differenziati. Si è partiti da una analisi dello stato dell’arte (quali dati Anas gestisce prevalentemente e con quali software). Sono poi stati individuati quelli che possono essere utilizzati con la metodologia BIM. E su questi ora si stanno strutturando una serie di test per ottenere benchmark tra i differenti software e capire quali funzionano meglio e quali contenuti inserire. Uno dei due dottorandi sta lavorando sugli apparati documentali a corredo/a richiesta del modello BIM (come si arriva a definire il capitolato informativo, quali sono i contenuti del modello richiesto…), mentre il secondo dottorando è focalizzato sulla parte della modellazione (per standardizzare le attività di progettazione sui progetti di Anas). Questo progetto è stato pensato nell’estate 2015. Dopo gli step di finanziamento e assegnazione, terminerà nel 2019 con i tre anni del dottorato di ricerca. Secondo Anna Osello, applicare le logiche BIM a un referente pubblico è essenziale per avere un controllo sulla qualità dei dati che vengono gestiti. E da questo punto di vista il Polito con Anas, ma anche con altri enti, sta puntando molto sui dati che servono per la gestione e manutenzione delle opere. Sia di nuova costruzione sia esistenti. Una stazione pubblica come Anas, che lavora molto sull’esistente, fatica infatti proprio nell’identificare tutti i dati che servono per gestione e manutenzione. Un tema complesso quanto mai attuale.